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Charta Roma

Lanciani Forma Urbis Romae

La Forma Urbis Romae di Rodolfo Lanciani è una mappa dettagliata di tutte le antiche rovine di Roma creata tra il 1893 e il 1901, quando fu pubblicata per la prima volta. La “Forma Urbis Romae” è composta da 46 tavole separate che coprono la maggior parte delle parti centrali di Roma, ed è stata la più dettagliata mappa archeologica della capitale fino alla pubblicazione recente dell’Atlante di Roma Antica..


Rodolfo Lanciani fu responsabile della maggior parte degli scavi a Roma negli ultimi decenni del XIX secolo ed era l’autorità principale del suo tempo sull’archeologia dell’antica Roma.

Ovviamente diverse tavole sono datate e non sono più considerate corrette, ma molte parti mantengono il loro valore, e alcune parti mostrano rovine non più visibili al comune visitatore di Roma.

Le mappe sono codificate a colori. Le parti antiche sono in nero, le parti moderne in rosso e le parti delineate in sottili linee blu sono previsti cambiamenti. Gran parte di ciò che il visitatore moderno dà per scontato a Roma era solo sul tavolo da disegno o nemmeno pensato nel 1901.

Le parti principali delle 46 piastre sono presentate nella galleria qui sotto, e abbiano anche incluso un link per scaricare un quadro di unione in formato pdf.

qui, ma non tutte le pastre nella loro interezza. L’elenco seguente riporta il titolo assegnato a ciascuna piastra da Lanciani e le parti qui presenti. A causa delle dimensioni delle pagine, molte pagine vengono scansionate in quattro parti, denominate “in basso a sinistra”, “in basso a destra”, “in alto a sinistra”, “in alto a destra”. Altri saggi è dato il nome del monumento.

Da oggi, la mappa di Roma è in realtà aumentata!

…meglio una pratica, leggera e bella mappa della città.
Ancora meglio se disponibile in realtà aumentata!

Le tavole originali erano così organizzate:

Tavola I – Piazza del Popolo
Tavola II – Villa Borghese
Tavola III – Porta Salaria
Tavola IV – Via Nomentana
Tavola V – Valle D’Inferno
Tavola VI – Giardino Vaticano (nord)
Tavola VII – Campus Neroniana
Tavola VIII – Campus Martius (nord)
Tavola IX – Horti Sallustiani
Tavola X – Terme Diocletianae
Tavola XI – Castro Preatorio
Tavola XII – Giardino Vaticano (ovest)
Tavola XIII – San Pietro (sud)
Tavola XIV – Pons Neronianus
Tavola XV – Pantheon
Tavola XVI – Quirinale
Tavola XVII – Viminalis
Tavola XVIII – Le Mura
Tavola XIX – Valle dei Fornaci
Tavola XX – Lungaretta
Tavola XXI – Thermae Agrippae
Tavola XXII – Fori Imperiali
Tavola XXIII – Cispius
Tavola XXIV – Esquilino
Tavola XXV – Via Collatina
Tavola XXVI – Via Aurelia
Tavola XXVII – Ianiculum
Tavola XXVIII – Isola Tiberina
Tavola XXIX – Forum Romanum
Tavola XXX – Thermae Traiani
Piastra XXXI – Aqua Marcia
Tavola XXXII – Porta Maggiore
Tavola XXXIII – Villa Sciarra
Tavola XXXIV – Transtiberim (sud)
Tavola XXXV – Circo Massimo
Piastra XXXVI – Celio
Tavola XXXVII – Porta Asinaria
Tavola XXXVIII – Acqua Marrana
Tavola XXXIX – Porta Portuensis
Tavola XL – Marmorata
Tavola XLI – Thermae Antonianae
Tavola XLII – Porta Metronia
Tavola XLIII – Via Publica Campana
Tavola XLIV – Testaccio
Tavola XLV – Porta Ostiensis
Tavola XLVI – Porta San Sebastiano

La mappa è enorme. Completamente assemblata, misura più di 5 metri per 7.

Per realizzare la sua mappa, Lanciani ha raccolto migliaia di fotografie, schizzi e altri documenti, che fino ad ora sono stati in gran parte inaccessibili. Dalla sua morte nel 1929, il suo archivio è stato tenuto presso l’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte (Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte) di Roma, dove persino i ricercatori hanno avuto un accesso limitato ad esso.

Lanciani chiamò la sua mappa Forma Urbis Romae, prendendo spunto dal nome già dato a una mappa dei primi del III secolo scolpita nel marmo. Solo frammenti della mappa di marmo sono sopravvissuti (1.186 sono attualmente conosciuti e spiegati), e Lanciani si riferì a questi nel creare la sua mappa.

Un’altra fonte importante fu la bella mappa del 1748 creata da Giambattista Nolli. Nolli era architetto e geometra e la sua mappa di Roma contrastava con la tradizione cartografica dell’epoca, ricorrendo a una prospettiva a volo d’uccello poco elevata. La mappa di Nolli, al contrario, mostra la città dall’alto come una mappa moderna. Gli edifici sono completamente piatti, con i loro contorni e le planimetrie di base visibili. Il dettaglio è notevole e straordinariamente accurato: secoli dopo, le moderne mappe satellitari si allineano bene con la mappa di Nolli.

Il fatto che Lanciani abbia vissuto e lavorato agli inizi del 20° secolo fu una fortuna per le generazioni future, perché spesso in quel periodo le rovine venivano coperte da nuove costruzioni con la stessa rapidità con cui venivano scoperte.


Per scaricare il pdf del quadro di unione, clicca qui


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